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22 agosto

Si riparte, in serata dobbiamo essere a Saint Malò: ci stiamo avvicinando a Mont Saint Michel.

A  Plougrescant ammiriamo la casa tra le rocce, castel Meur, una graziosa villetta del 1861 incastrata tra due bastioni granitici che sembrano schiacciarla. Il rosa delle rocce e il blu del mare formano un contrasto veramente unico, uno spettacolo cromatico che si riflette nelle acque. Mi innamoro di questo posto che appare romantico e irresistibile e mi piace pensare che, forse in passato, vi abitavano folletti e fate. Sogno ad occhi aperti, ma appena mi allontano una dolce e sublime malinconia avvolge la mia anima. La prossima sosta è a Treguier con le sue  seducenti viuzze e piazzette ricche di case a graticcio. Queste case, tipiche della Bretagna, hanno travi di legno lasciate a vista che conferiscono a questi luoghi una specie di alone fiabesco e serafico. Visitiamo la cattedrale di Saint- Tugdual in stile romanico e gotico, una struttura massiccia e spartana il cui interno, ai miei occhi, appare cupo e buio. Qui c’è il sepolcro di Saint Yves, il patrono degli avvocati, che difese i poveri e gli oppressi e cercò sempre di essere garante di un’equa giustizia. In una piazzetta ho avuto modo di ammirare una scultura straziante di Francis Renaud che raffigura il dolore: un monumento alla morte, ai morti della grande guerra. È una donna avvolta in un mantello dal cui volto traspare disperazione per la perdita dei figli della patria. 

Castel Meur

La prossima sosta è a Paimpol, un altro villaggio col suo porticciolo. Intorno a noi paludi, brughiere, canneti, pascoli, frutteti e roseti…il paesaggio cambia in continuazione. In questa baia c’è l’ abbazia di Beauport la cui storia ha inizio nel 1202 quando il conte Alain  De Goelo, in memoria dei suoi genitori, decise di fondare questa abbazia affascinato da questa insenatura molto vicina al mare e alla foresta. Della chiesa manca il tetto e le colonne, ma ci sono le arcate… nell’insieme i resti sono ben conservati. Visitiamo la casa capitolare dove i monaci si riunivano ogni mattina e poi la casa del Duca che, con ogni probabilità era un luogo di accoglienza dei pellegrini. E poi ancora i giardini, la cantina, il refettorio e la cucina dove ci sono tracce degli antichi forni.
Dall’abbazia al Mulin di Craca del 1800, ancora funzionante, situato in cima ad una scogliera che domina Port Lazo. E poi sosta a Bicnic, con le sue tipiche case grigie, nella cui spiaggia ci sono tantissime barche arenate e poi, ancora, a Cap Frehel. Abbiamo osservato falesie dai colori strabilianti, promontori selvaggi e incontaminati, ricoperti di brughiere, che in alcuni tratti sembrano emergere dall’acqua. Che incanto! Che scenografia! Quante immagini pareidoliche intravedo! In serata, come previsto, siamo a Saint Malò giusto in tempo per uno spettacolare tramonto e per osservare l’avanzata del mare come un cavallo a galoppo…impressionante l’alta marea che sovrasta le passarelle.

23 agosto

La mattina presto partiamo per Mont Saint Michel: siamo in Normandia.

Dal parcheggio ci incamminiamo a piedi verso l’abbazia. Per me Mont Saint Michel è come il Santo Graal per Indiana Jones, un sogno che finalmente ho realizzato.  Il monte, custode di questa spettacolare baia, appare quasi improvvisamente e vederlo da lontano sembra un miraggio. È patrimonio dell’ Unesco dal 1979 e sono proprio le maree che hanno reso questo posto mistico e fiabesco. L’abbazia è gotica e fu costruita, secondo la leggenda, nel punto preciso in cui l’arcangelo Michele apparve in sogno al vescovo di Avranches: siamo nel 700. È una vera prodezza architettonica che nel X secolo vide insediarsi i benedettini ed era, in quel periodo, considerata la Gerusalemme celeste sulla terra, l’immagine stessa del Paradiso. Sopravvisse alla guerra dei cento anni e divenne una fortezza inespugnabile e fu dopo la rivoluzione francese che divenne una prigione: maree e sabbie mobili resero impossibile qualsiasi fuga dei detenuti. Come ad Alcatraz i detenuti scontavano pene per orrendi crimini e dall’interno del carcere potevano osservare un pezzo di mondo spettacolare…quel mondo che gli era sfuggito di mano e che probabilmente non l’ avrebbero mai più osservato da uomini liberi.

Mont Saint Michel

Dopo aver fatto un giro nella baia con la bassa marea entriamo nell’abbazia. Ci inerpichiamo sulle scalinate e scopriamo i suoi tesori: la chiesa, gli alloggi abbaziali, il chiostro che si trova in cima ad un edificio chiamato Merveille da cui si può raggiungere il refettorio, dove i monaci consumavano i pasti in silenzio, la cucina, la sala dei cavalieri e dell’elemosiniere, dove venivano accolti poveri e pellegrini. Dalla terrazza osserviamo la guglia neogotica del campanile con la statua in rame dorato dell’ arcangelo Michele. La forma piramidale della rocca rende quest’abbazia unica: non può essere paragonata a nessun altro monastero. La regola di San Benedetto prevedeva che i monaci dedicassero la giornata alla preghiera e al lavoro per cui c’era la parte del monastero dedicata ai religiosi e quella dedicata ai laici. Ai piedi dell’abbazia c’è il piccolo villaggio che regala scorci pittoreschi sulla baia. Lo spettacolo del mare è incredibile, si ritira di oltre 25 metri e poi avanza: ascolto lo stridio degli uccelli e osservo i colori del sole. Come dimenticare quei gabbiani che si lasciano avvicinare e fotografare: sono delle vere star, non hanno paura, sono figli di questo ambiente immacolato. Si ritorna al parcheggio, di tanto in tanto mi giro…il monte diventa sempre più piccolo…addio Mont Saint Michel.

Saint Malò si erge orgogliosa con le sue mura che sovrastano la spiaggia. Attraverso la porta di Saint Thomas arriviamo nel centro storico e passeggiamo tra le sue stradine alla scoperta di angoli particolari: sembra di tornare, ancora una volta, indietro nel tempo. Dopo aver visitato la cattedrale di Saint Vincent col bellissimo portale rinascimentale passeggiamo lungo i bastioni e ammiriamo la spiaggia dove si sono riversate tantissime persone. Di fronte a noi il Fort National del XVII secolo, una roccaforte su un isolotto che di giorno, con la bassa marea, si può raggiungere a piedi. 

È sera, il sole sta per tramontare e riesco a fare una foto nello stesso luogo immortalato dal mio nipotino, lo scorso anno.

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