Leggi il diario del nostro viaggio in Kenya


Il venerdì successivo al nostro arrivo partiamo per il safari: ci dirigiamo verso il parco nazionale Tsavo est.

 

La strada che ci porta al parco è di terra rossa. Attraversiamo la più grande foresta del Kenya tra svariate piantagioni, tra termitai centenari e tipici villaggi. E’ qui che il mio cuore diventa piccolo, piccolo…vorrei solo piangere. Distribuiamo lungo la strada decine di pacchi di farina…quei bimbi…quelle madri bambine rimarranno sempre scolpiti nella mia mente. Giungiamo al lodge, nel campo tendato. Nonostante la mia fobia per i gechi è un’esperienza che rifarei. Ritrovarsi nella savana con gli ippopotami che vivono nel vicino fiume Galana, non ha prezzo: sono tranquilla, nonostante tutto. Veniamo sempre scortati dai masai ed è vietato uscire da soli dalle tende: gli ippopotami sono in agguato e non bisogna dimenticare che sono gli animali più aggressivi in natura.

Anche se abbiamo fatto altri safari in Namibia e in Sudafrica, è sempre emozionante scorgere giraffe, impala, zebre, elefanti, bufali, babbuini, facoceri, sciacalli, animali della savana che sembra non avere confini terreni. Un viaggio al di fuori del tempo dove si placa ogni paura e si cerca di scoprire il non visibile. La savana regala emozioni indescrivibili: nel cupo buio, la sera dopo il tramonto, il leone alza lentamente la testa, la folta criniera si nasconde tra i lunghi steli di erba e il suo sguardo punta lontano oltre i confini del suo territorio. Il cielo la sera e la mattina si tinge di rosso e la natura raggiunge il suo massimo splendore.
E’ giunta l’ora della partenza, guardo il cielo e scopro tra le nuvole l’immagine della mia Africa: sembra avvolta da un fraterno abbraccio. Durante il viaggio di ritorno a Watamu ci fermiamo in una scuola: un’altra struggente sosta. Dove sono i grandi della terra? Vergogna! Bimbi tristi, poveri, vestiti di stracci ma sempre pronti a elargire un sorriso sincero, un sorriso che strazia il cuore.

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